Ho’ oponopono e chiusure di cerchi spezzati

Pubblicato da giorgiagiacomini il

ho'oponopono

Il giorno del compleanno di Maia è sempre un po’ come se fosse il mio.. Nel momento in cui ho partorito lei ho iniziato anche il processo di trasformazione di me stessa. Lei mi ha iniziato al partorire, e da quel giorno ho imparato a partorire me stessa…

E l’ho fatto ormai non so quante volte… e lo farò ancora tante tante volte…

In questo giorno, e nei giorni successivi guardo indietro, guardo la mia vita, osservo i passaggi delle persone nella mia vita.

È impressionante come si trasformano intorno a te le relazioni quando inizi un processo di trasformazione così profondo.

Ho visto sparire dalla mia vita quasi ogni sedicente “sorella” spesso senza conoscerne il motivo.. mi sono fatta tante domande e ho provato a darmi tante spiegazioni per questi episodi, ma non ho trovato risposte. 

Ma nell’osservazione noto che più reclamo il mio essere autentica, più mi accetto per come sono, più partorisco me stessa sempre più “nuda” e libera, e piú faccio paura a [email protected]

Peró il bello di tutto sto viaggio è che più faccio questo lavoro, più diminuisce la paura di far paura, l’antica paura di non essere amata in quanto me stessa, di essere rifiutata, ripudiata, bruciata…

Questa paura a volte si manifesta in palese rifiuto e conflitto.. e ci sta, magari fosse sempre tutto chiaro come un bel vaffanculo!

Il più delle volte però non si manifesta un chiaro conflitto, quanto piuttosto una fuga, o un allontanamento graduale.. a volte ci sta, non si vibra più all’unisono e semplicemente si sente che non ha più senso frequentarsi. Spesso però è diverso, è ghosting o silenzio punitivo, o paura del confronto, e spessissimo il tutto è condito da becero gossip e falsità, dette ovviamente alle spalle.

Ho deciso che prima che questo 2020 finisca metterò un punto di chiarezza in questo tipo di relazioni, in cui ho vissuto questo dileguarsi inspiegabile, o che sento sospese. 

Guardando indietro riconosco sicuramente  come disequilibrate e non sane queste relazioni, in quanto sia io sia la persona in questione eravamo agganciate/i attraverso le nostre ferite, creando dinamiche a volte manipolatorie e di potere. Le riconosco tali, così come ho riconosciuto relazioni disequilibrate e non sane alcune, che poi attraverso anche scleri, dialoghi e confronti faticosi e dolorosi, si è riuscite/i a trasformare e guarire!

Quindi dicevo, decido di chiudere i cerchi spezzati. Scelgo di mettere un punto e lo metto qui ed ora, con questo scritto, che brucio e lascio andare. 

Questo scritto lo pubblico anche, perché sia letto da chi deve, e da chi ne ha bisogno, probabilmente anche grazie al famoso gossip… (anzi ti prego diffondi pure!)

Non mi interessa più neanche sapere perché una sedicente “sorella” o sedicente amico o “fratello” possa preferire il dileguarsi e diventare così evitante da assomigliare a un fantasma, piuttosto che scegliere di comunicare e provare a chiarire e risolvere un eventuale problema.

A questo punto non importa più.

So chi sono, so quello che merito, e quello che scelgo.

Scelgo di avere accanto persone che diano piena dignità alla relazione, che si prendano la responsabilità di sentire, capire ed esprimere le proprie emozioni, di gestire i conflitti e parlarne. 

Scelgo le persone che sappiano stare in piedi, a fianco o di fronte a me, al pari, sia nei momenti di pace e gioia, sia nei momenti del conflitto.

Scelgo persone che non dipendano da me e da cui io non debba dipendere. 

Scelgo di relazionarmi da uno spazio di completezza, non di bisogno e mancanza, in modo da non manipolare o essere manipolata, e scelgo persone che si relazionino con me dallo stesso luogo di pienezza e completezza!

Scelgo persone che si prendano la responsabilità delle proprie ferite, che se ne prendano cura e lavorino per guarirle, evitando di proiettarlo. Scelgo di prendermi la responsabilità e l’impegno di cura delle mie ferite in modo da non farle scegliere per me.

Scelgo persone che onorino davvero, nella pratica più che a parole, la parola “sorellanza” o “fratellanza”.

Scelgo persone che onorino davvero la responsabilità del vivere e onorare il Sacro Femminile e il Sacro Maschile, nella quotidianità e nel modo di essere, nella scelta di come essere, più che a parole o come moda social o per marchetting.

E a te, che hai camminato con me poi hai deciso di separarti, dico:

GRAZIE! 

Onoro la bellezza e l’amore che ci sono stati, e onoro il grande insegnamento che mi ha portato l’epilogo di questa relazione.

Sei [email protected] importante, nella bellezza condivisa, e soprattutto nel lutto e nella sensazione dell’essere profondamente ferita. Da lì ho imparato ancora di più a togliere strati e zavorre inutili, maschere di falsità e condizionamenti della solita paura di non essere amata.

Camminando con te, e separandomi da te, ho imparato ancora di più ad amare me stessa, e ad essere autentica e fieramente libera.

Io so che ho dato il massimo che ho potuto in questa relazione, probabilmente anche tu. Evidentemente è arrivato il tempo della Morte, nonostante tutto.

Ti onoro e ti rispetto come persona e lo farò sempre, al meglio delle mie possibilità, come faccio con chiunque. Sarò sempre aperta al dialogo e al confronto se lo vorrai, anche se nel mio cuore la nostra relazione è conclusa.

Sicuramente non avrò paura di comunicare in modo tranquillo per qualunque cosa sia necessario comunicare, o di dire un semplice ciao.

Ti auguro di vivere al meglio ciò che l’Universo ha da offrirti! 

Ti lascio andare e libero lo spazio di questa relazione nella mia vita e nella tua.

Ho’oponopono!

Mi dispiace

Perdonami

Grazie

Ti amo


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